venerdì 6 novembre 2015

Mezzogiorno di fuoco



La coppia di pot panel di Simone Gilli

Non riuscirò mai a diventare una persona ordinata. Tra le conseguenze negativo del caos in cui vivo, solo parzialmente moderato dalle intemperanze della mia signora e del miei colleghi, c'è perdere un po' tutto. Biglietti di concerti, d'aereo, presentazioni, una burriera di porcellana sparita dal frigorifero. Spesso, ahimé, anche pipe. Avevo una volta una pot panel Di Mauro Gilli. Una grande pipa. Mi accompagnò in numerosi viaggi riuscendo miracolosamente a sopravvivere. Poi, dopo una sera passata da un amico ben conosciuto nel nostro ambiente, non la trovai più. Dopo più di un anno dalla dipartita, ormai rassegnato all'idea che non sarebbe più saltata fuori dalle tasche di nessun cappotto né dagli anfratti di nessuna borsa, decisi di far uscire dal male un po' di bene.
Per riuscirci mi hanno aiutato due cose. La prima è stata la presa di coscienza che il cumberland blu e la testa nera della mia pot panel dispersa, per quanto belli, erano i colori di una delle squadre di football minori di Milano. Non so come non abbia realizzato questo fatto al momento in cui la ordinai. Non che la questione cromatica sia mai riuscita a creare una corrente di diffidenza tra me e la mia pipa. Ma, avendola persa, questo era certamente uno spazio per un ripensamento. 
L'altro spazio è nato dal mio amore per le microvariazioni. Non c'è niente di più bello che sperimentare tutte le possibilità di una cosa che si ama, godendo di quanto leggerissimi accenti, piccoli cambi di prospettiva, permettano di vedere tutto in un'ottica totalmente diversa. Entrare nel mondo del cambiamento microscopico apre di colpo un nuovo orizzonte, non meno infinito e affascinante dell'esplorazione negli spazi siderali. Ma secondo me -che nell'infinito vero sguazzo con un po' di angoscia- di ancora maggiore soddisfazione. 
Ho decine di esemplari delle mie pipe preferite. Di panel, di billiard, di chimney. Avevo scoperto la pot panel odinando una coppia di panel da Gilli, a cui mi è difficilissimo ordinare una pipa sola alla volta. Pensavo fosse una microvariazione della panel, ma quanto mi ero sbagliato!
Nella sua non brevissima vita al mio fianco, quella pot panel, con la sua testa bassa ma soprattutto spessa, in confronto al camino, ha rivelato di essere una pipa totalmente diversa nel carattere dalla panel vera e propria. Che è una pipa austera, di bellezza classica e modernista. La pot-panel è diversa come una pot lo è da una billiard. Ma la sua diversità è esaltata. Al quadrato.
E così, se prima avevo una sola pot panel e ora non ne avevo più nessuna, la cosa da fare era chiara. Ordinarne almeno due. L'idea di partenza era elementare: chiedere a Simone Gilli (che dopo un lungo apprendistato con lo zio oggi svolge autonomamente molto lavoro di purissima scuola Gilli) una replica perfetta (colore del cumberland a parte) della mia vecchia, e affiancarle una sorella simile ma diversa. La mia vecchia pot panel, infatti, è un po' diversa dalle ultime Gilli dello stesso shape. E' di collo un po' più sottile, di proporzioni leggerissimamente diverse. Avendo perso quella, ero certo di rivolere quella. Simone mi ha rapidamente convinto del contrario. Rifare il vecchio modello era assolutamente possibile, ma la nuova per una lunga serie di ragioni era decisamente più bella. Ci avevano lavorato parecchio e questa era la loro conclusione. I Gilli non parlano maiu a casaccio e se una cosa è migliore per Mauro e Simone è molto probabile che lo sia anche per me, se non alla prima quantomeno a una seconda più attenta analisi. Mentre le parole di Simone fluivano dalla cornetta, in una di quelle telefonate che amo prolungare talvolta oziosamente, la mia certezza iniziale si squagliò inesorabilmente e ordinai due "nuove" pot-panel  in versione contemporanea. Il risultato è lì da vedere. Per la nera (o meglio marrone scura) ho ordinato un cumberland un po' più notturno del classico rosso. Per la color tanshell, dopo diverso tempo, sono tornato alla semplice inarrivabile bellezza della migliore ebanite nera che il denaro possa comprare.
Un'altra coppia di pipe. Un'altra coppia da duello per la quale mi sono fatto anche fare un cofanetto, ricavato da una vecchia scatola di Partagas 8-9-8. Entrambe curate a olio. Entrambe pronte a sparare il loro colpo migliore. Ogni volta che faccio saltare il moschettone del cofanetto mi ammirano entrambe incastonate in seta azzurra. Quale farà fuoco per prima?
Quasi mai lo so in anticipo. Ogni volta è un breve momento di suspence, che mi ricompensa mille e mille volte per i danni causati dallla mia incorreggibile fesseria.

19 commenti:

  1. Piacevole leggerti, come sempre!
    Gilli una certezza, come sempre !
    Cordialità , come sempre !
    Fr.oliver

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  2. La tanshell vista dall'alto sembra avere la testa asimmetrica.
    Cordialità.

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    1. Sembrerebbe proprio di sì

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  3. Deliziose.
    Le pipe di Gilli sembrano uscire dalla terra.

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  4. Molto belle; in un altro articolo, che non riesco a trovare, parlavi di un bocchino in corno duro indiano realizzato da Mauro Gilli.
    Io sono abituato al corno di bufalo brasiliano, com'è il corno duro indiano?
    Andrea

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    1. Magnifico, per me. Trovi il mio rant per esteso seguendo i tag "mauro gilli" o forse anche "corno"

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  5. Scusami Toni, non intendo toglierti il gusto della risposta ad Andrea a cui posso assicurare che fumare con il bocchino in corno é una sensazione meravigliosa. Gilli mette molta cura alla realizzazione del bocchino. Da parte mia ho due pipe di Gilli richieste appositamente in corno.
    Cordialità. Fr.oliver

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  6. Recentemente, in occasione del rifacimento di un bocchino, ho deciso che presto mi farò fare una panel.
    Trovo però che l'altezza del fornello stia meglio nella versione classica.
    Un saluto cordiale.
    g

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  7. Prima è bene avere la classica.

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    1. E perchè mai?

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    2. Perché in un mondo di perfezione ideale, al quale io aspiro, prima si impara a camminare, poi a correre. Prima si imparano ad apprezzare i fondamentali, e solo così si capiscono e si godono davvero la variazioni.

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    3. Caro Tonibaruch,
      fai un torto alla tua grande passione per le pipe, sostenendo che tu aspiri ad un mondo di perfezione ideale.
      La tua passione, come la mia, è dionisiaca....irrazionale, tumultuosa ed insaziabile.
      La nostra mente, com'è noto, è sempre in grado di trovare giustificazioni plausibili e verosimili, ma false alle nostre scelte passionali ed afinalistiche.
      Andrea

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    4. L'ideale della perfezione è quanto di più irrazionale.

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    5. Solo chi è dionisiaco, tumultuoso, passionale ed insaziabile può aspirare alla perfezione. :)

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  8. nota a margine: gli 8-9-8 sono tra i miei Partagas preferiti. Di una vecchia scatola ottonoveottesca particolarmente fortunata (si sa che il dio delle piccole foglie cubane è assai capriccioso e ondivago, fors'anche dionisiaco, per cui non tutti i puros riescono con lo stesso destino) ho fatto anche io un astuccio porta pipe, data la forma conveniente. Brindo all'irrilevante coincidenza.

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    1. Ottimo. Vedo che la forma è tentatrice non solo per me

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  9. Uhm. Da come scrivi sembra che quella pot panel ti sia stata fregata. ;)

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    1. No, non lo penso assolutamente. Altrimenti il mondo avrebbe un buon pipemaker in meno...

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  10. Ciao Toni, è possibile contattarti privatamente ?

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